L’ansia, un urlo silenzioso

Ansia urlo silenziosoL’ansia è un urlo silenzioso, un modo complicato per dire a noi stessi che non siamo d’accordo con ciò che stiamo facendo e con ciò che gli altri stanno facendo con noi.

Può sembrare strano considerarla in questo modo perché non è così che l’ansia si manifesta. Per molte persone è proprio l’incapacità di urlare (o di aver urlato) le proprie ragioni a generarla.

L’ansia è subdola, perché nel suo portare alla luce la sofferenza il più delle volte ne nasconde le ragioni. Manca il movente, la spiegazione, la causa vera con cui prendersela. Così quando siamo in ansia, il più delle volte, inconsapevolmente ce la prendiamo con altri, che forse non hanno colpa o peggio ancora ce la prendiamo con noi stessi e, senza averne l’intenzione, col nostro corpo.

L’ansia è un’esperienza di costrizione: generalmente dà una sensazione intollerabile di pressione, nodo alla gola e soffocamento, che può nei casi acuti arrivare a togliere il respiro, come nelle crisi di panico.

Ma è ancor più grave quando si manifesta attraverso il corpo, il dolore muscolare, il mal di testa, l’insonnia, il mal di stomaco perché significa che lì si è bloccata un’emozione che non ha modo di esprimersi e trova nel corpo l’unica modalità per potersi manifestare.

Ansia: cosa fare?

Parlare, parlare, parlare. Mettere in parole questo urlo silenzioso per disinnescarne la virulenza e considerarlo una richiesta di aiuto lanciata a noi stessi.

Parlarne con il partner, pretendendo di essere ascoltati veramente. Parlarne con gli amici o i colleghi più intimi, che spesso hanno più voglia di quel che pensiamo di ascoltarci e di essere scelti come confidenti. Raccontarlo a persone che non conosciamo per nulla, che ci capita di incontrare una volta soltanto e che non rivedremo mai più, perché ci vergogniamo di meno e possiamo riceverne un riscontro più obiettivo e disinteressato.

Parlarne con un professionista, quando sentiamo che l’ansia sta davvero mettendo a repentaglio le nostre relazioni, i nostri affetti, i nostri progetti. A volte un primo colloquio può essere già di grande aiuto!

C’è un diritto allo stare bene che è inalienabile: non c’è nessuna deroga. Se l’ansia non ce lo consente, la cosa peggiore che possiamo fare è tenere tutto per sé.

All’urlo silenzioso dell’ansia ci si oppone con la parola. Il dialogo con se stessi può ripartire dal dialogo con gli altri.

 

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